Sul bel teatro dellArno pisano, soleggiato e tiepido dinverno,
rinfrescato destate dalla brezza serale, hanno soggiornato le
Muse. Tutte e nove, le nobili sorelle che proteggono lattività
della mente umana. Vestite di abiti non sfrontati, ma eleganti. Rifare
tutta intera la storia delle Muse a Pisa sarebbe compito troppo arduo
e troppo accademico. Ma scrivere alcuni capitoli, di arte e di poesia,
di carte e di pietre, di colori e di costume: questo è possibile
e questo intende fare la collana «Muse Pisane». È
parso bello riaprire i fogli dipinti di codici, riscoprire poemetti
che raccontano, in forme popolari ed epiche, battaglie ed eroismi perdenti,
rivisitare grandi personalità della scienza, ricostruire le vite
di donne colte e prestigiose e quelle di poverette condannate per stregoneria,
rinarrare aneddoti di intriganti avventure private e parole desuete
e beffe e versi giocosi. Una storia talvolta grande, talvolta inquietante
e tragica, talaltra buffa, sempre affascinante, di una città
che è stata una perla del Mediterraneo, e che è ricca
di una eredità spesso sconosciuta. I volumi della collana «Muse
Pisane», ideata e diretta da Michele Feo, ordinario di Letteratura
latina medievale nellUniversità di Firenze, ex-normalista
e pisano di adozione da oltre quarantanni, sono opera di studiosi
di prestigio scientifico, ma intendono rivolgersi a tutti coloro che
amano la cultura e la storia. Per questo sono curati con grande serietà,
ma scritti con semplicità. Con amore, ma senza campanilismo.